Zuglio, un gioiello della Carnia

Zuglio, un gioiello della Carnia

Finalmente il caldo è arrivato, e mentre tutti si preparano per andare in spiaggia, io preparo la Vespa per andare su in montagna, lontano dal caos e dalla cappa d’umido.

Il mio vespeggiare mi ha portato a nord di Tolmezzo, direzione Arta Terme, alla ricerca di quello che è un vero e proprio gioiello delle Alpi carniche.

Si può tranquillamente dire che ogni regione è come un quadro, bello nel complesso, ma se lo si osserva bene si trova dei particolari che lo impreziosiscono, gli stessi dettagli che possono far la differenza tra un bel disegno ed un’ opera d’arte.

Nel cuore della c’è , un paesino che sicuramente ha vissuto momenti di splendore tra le Alpi. In centro c’è un museo archeologico con reperti che vanno dall’epoca preromana fino a quella rinascimentale, e poi c’è il foro romano a cielo aperto, e in alto c’è un antica che domina il paese, ed è quello il tesoro che andavo cercando.

La Pieve di S. Pietro in Carnia è la più antica della Carnia e seconda del Friuli (la prima è quella della più famosa Aquileia), la chiesa che si presenta ai giorni nostri è del XV secolo con modifiche avvenute nei secoli successivi, ma sono stati trovati resti di una basilica probabilmente eretta nel V secolo.

Già da fuori la chiesa presenta una struttura particolare con le finestre romaniche e la bifora. Annesso alla chiesa c’è un piccolo cimitero ormai inutilizzato, l’immancabile campanile e appena a valle c’è un’altra chiesetta, la tradizione vuole che quando è scoppiata la prima guerra mondiale le campane si siano messe a suonare sole.

Entrando si nota il portone in ferro con incisa la data 1449 e al firma del fabbro, e finalmente dentro la chiesa si può vedere vari altari minori lignei, un prezioso altare principale, anche questo in legno che mantiene la propria struttura originale, mentre le varie statuette raffiguranti i vari Santi sono di fattura più recente perché le originali vennero trafugate. Bellissimo il Cristo, di fattura austriaca e salendo la scaletta si arriva nella sacrestia completamente affrescata.

La sopra si gode di un bel panorama ed una pace assoluta, li vicino c’è pure un piccolo alberghetto per chi vuole fermarsi un paio di giorni a godere di quella tranquillità che solo la montagna può dare.

Io sono stato fortunato perché il custode aspettava una comitiva, e gentilmente mi ha fatto entrare ed in più mi dato cenni storici della chiesa e di Zuglio, ma se volete andare lassù ed essere sicuri di trovare qualcuno che vi apra, sarà meglio contattare il museo, museo.zuglio@libero.it

La mail l’ho ricavata dal sito del comune.

Il visitare posti così belli fa passare in secondo piano che la mia Vespa ha compiuto i 50.000 chilometri…

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